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PITTORE E MUSICISTA

 

AUTODIDATTA, DI ORIGINI

 

SICILIANE , VIVE DA DIVERSI ANNI A

 

BOLOGNA DOVE IL SUO PERCORSO

 

ATRISTICO PERSONALE E' STATO

 

ARRICCHITO DALL'INCONTRO CON DIVERSI

 

ARTISTI ED AMICI CON CUI HA REALIZZATO

 

MOSTRE E CONCERTI.

 

TRA QUESTI GLI " INUTILI " , LA "RAGNATELA",

 

I SURREALISTI PART TIME , GLI ONIRICA.

 

 

per contatti: salvatorepellitteri@libero.it

tel. 3395081525

 

 

 

 

 

 

 

 

 

l'arte contemporanea ha spesso

distolto il nostro sguardo dall'aura

visiva e immaginifica che ancora serbano in se i classici oli su tela.

la ricerca di stupore mediatico ha così

messo da parte la pittura, che invece

è, fin dalla preistoria, una delle vie di

accesso privilegiate per esplicare il

rapporto visionario che abbiamo con

ciò che ci circonda.

 

Dovrebbe invece rimanere anche oggi

il fascino di un uomo che, munito della propria tavolozza, si accinge a

riempire il vuoto di una tela bianca

con i colori e le forme che popolano la sua mente.

 

Salvatore Pellitteri è un artista che

attraverso la pittura testimnia il

valore e il peso storico - artistico di una tecnica espressiva ancora attualmente incisiva.

 

la serie dei suoi dipinti di città è ben esplicata dall'acronimo R.E.D. "ricerca - equilibrio - dinamico".

Sono immagini urbane disumanizzate e sfaldate, grazie anche all'effetto di frammentazione ottenuto con la spatola: un'atmosfera rarefatta, ma resa viva dall'infuocata carica cromatica.

 

Gli agglomerati urbani sono in efetti un ammasso di parallelepipedi che alimentano soltanto l'illusorietà di una con-vivenza,in realtà siamo tutti individualizzati, parcellizzati e destabilizzati.

l'artista, consapevole di tutto ciò, traccia sui propri dipinti delle linee guida: segni neri che invitano a ri-equilibrarsi, ad assecondare la circolarità esistenziale del tempo, delle stagioni, del DNA. le linee rette marcano invece in modo più esplicito i possiibili punti di congiunzione e gli angoli rimangono aperti,affinche la ri-composizione avvenga liberamente.

Segnali, dunque, che come nel regno animale marcano il territorio in un atto di presenza e comunicazione.

 

La pittura oggi non è inutile anacronismo, ma utile ri-elaborazione

dopo tutte le avanguardie concettuali che hanno segnato il Novecento e di cui non dobbiamo cercare di essere gli epigoni - dell'interscambio artistico uomo-mondo, per gettare le basi spirituali di una controtendenza.

 

 

da:I care-shock therapy.artefiera off

ALESSANDRA DE BIANCHI

( critico d'arte )

 

 

 

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